Lo SHARE Innovation Lab, nell'ambito del progetto LILAS4Soils (in the microsite is writed LILLAS4Soils – please, change also in Eng microsite), è dedicato all’integrazione di pratiche di agricoltura conservativa e di Carbon farming con l’obiettivo di migliorare la salute dei suoli, la biodiversità e il sequestro del carbonio nei terreni intensivamente coltivati della Pianura Padana.


Andrea Fiorini è ricercatore presso il Dipartimento di Produzione Agricola Sostenibile dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. La sua attività di ricerca verte sulle interazioni tra pratiche agricole, studio della sostanza organica, cicli dei nutrienti e biodiversità funzionale all'interfaccia suolo-pianta

Vincenzo Tabaglio è professore associato di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. La sua attività di ricerca verte sull'agricoltura conservativa, sulle cover crop, sulle tecniche di no-till e sulle dinamiche del carbonio organico nel suolo.

Stefano Brenna è un ricercatore indipendente e collabora con l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Il suo lavoro verte sull'agricoltura sostenibile, la fertilità del suolo e il sequestro del carbonio. È coautore di pubblicazioni sull'agricoltura conservativa e sul monitoraggio della qualità del suolo

Nicolaj Franceschi è dottorando presso la scuola Agrisystem dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha conseguito una laurea magistrale in Agricoltura sostenibile e di precisione e sta conducendo una ricerca sugli effetti dell'agricoltura conservativa sulle rese colturali e sulle proprietà del terreno.

Silvia Motta è direttrice del Dipartimento Agricoltura dell'ERSAF Lombardia. È specializzata in politiche agricole, gestione del suolo e delle sostanze nutritive, irrigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, e coordina progetti di ricerca e innovazione a sostegno dei programmi ambientali e agricoli regionali e dell'Unione Europea.

Pietro Iavazzo è un agronomo presso l'ERSAF Lombardia, specializzato in salute del suolo e agricoltura sostenibile. Ha tenuto conferenze sulle nuove strategie europee per il suolo e ha collaborato al progetto Soil4Life.

Anna Trettenero è un'imprenditrice agricola di Vicenza, specializzata in agricoltura conservativa. È cofondatrice di un impianto di biogas e di una start-up nel settore delle proteine vegetali. Ricopre inoltre ruoli dirigenziali presso Giovani Agricoltori d'Italia e Confagricoltura Venezia.

Maria Florencia Ribero è coordinatrice del progetto LILA4SOILS in rappresentanza di Confagricoltura, collaboratrice scientifica presso Confagricoltura Veneto e dottoranda all'Università di Padova. Si occupa principalmente di agricoltura conservativa e carbon farming, partecipando a iniziative di agricoltura sostenibile e promuovendo cambiamenti concreti attraverso i Living Labs.

Alessia Perego è professoressa associata in Agronomia e Coltivazioni erbacee presso l'Università degli Studi di Milano. La sua ricerca integra indagini di campo e modellistica per studiare la produzione agricola, i cicli di carbonio e azoto e l'impatto dei cambiamenti climatici sugli agroecosistemi.

Marco Acutis è professore di Agronomia e metodologia sperimentale all'Università degli Studi di Milano. Si occupa di modellistica dei sistemi colturali con particolare riferimento al suolo, all'impatto ambientale e ai cambiamenti climatici. È membro del comitato editoriale di Environmental Modelling and Software, European Journal of Agronomy e Italian Journal of Agrometeorology.

Simone Anelli lavora presso l'ERSAF (Agenzia regionale per i servizi agricoli e forestali) in Lombardia, Italia.

Matilda Romano è laureata in Olanda in “Gestione delle risorse ambientali”, è specializzata in strategie di sostenibilità agricola con approccio agroecologico-rigenerativo. Offre assistenza tecnica alle aziende, progetta sistemi agroforestali, sviluppa KPI per valutare le performance e crea contenuti educativi e divulgativi.

Tommaso Gaifami è agronomo laureato a Wageningen. Assiste le aziende agricole per unire profitto e valore ambientale, come la biodiversità e lo stoccaggio di CO2. Promuove pratiche agroecologiche, facilita la creazione di filiere sostenibili e applica le innovazioni tecnologiche ai contesti locali.
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